Val di Prato

Storia alpestre e valorizzazione contemporanea

Prato, con il suo vasto territorio nella Valle Lavizzara, ha avuto una storia fortemente influenzata dalla presenza di sei alpi, che nei secoli hanno garantito una vita dignitosa agli oltre 600 abitanti del villaggio, rendendolo un punto di riferimento per tutta la zona. Oggi la popolazione si è ridotta a poco più di un centinaio e molti alpeggi risultano abbandonati. Tuttavia, l’Alpe Campala, situata vicino alle vette e dominata dal Pizzo Campo Tencia, è ancora attiva grazie a un progetto di recupero e valorizzazione, con gestione affidata alla famiglia Mignami, che unisce tradizione agricola e accoglienza turistica. Rimane così intatta la vastità e la bellezza selvaggia del territorio, che passa dai castagneti ai nevai eterni, offrendo un ambiente naturale ricco di contrasti.

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La rinascita delle tradizioni alpine

In passato, a metà giugno si caricava l’alpe con mucche, capre e maiali per trascorrervi tre mesi, seguendo una tradizione secolare. Ogni corte, con la sua cascina, era il centro della produzione di formaggio e burro. Il trasferimento tra corti era faticoso ma importante, e chi stava nelle corti superiori scendeva ogni giorno al corte di fondo per portare il formaggio in cantina. Dopo metà agosto si tornava a valle con il formaggio. Oggi, grazie a progetti di valorizzazione, gli alpi come l’Alpe Campala sono nuovamente attivi, mantenendo viva questa tradizione.

Nel grafico di lato un esempio di transumanza dell’alpe Fontana

Il carico degli alpi nel 1909 e la rinascita di Campala

Nel 1909, gli alpi della Valle di Prato ospitavano complessivamente 171 vacche da latte, 42 manze, 3 tori, 2 muli, 545 capre e 26 maiali, come riportato nella tabella storica. L’Alpe C’amp era il più carico, con 48 vacche e 110 capre, mentre l’Alpe Campala accoglieva 12 vacche, 70 capre e 3 maiali. Quest’ultima, abbandonata nel 1994, è oggi nuovamente in funzione grazie a un progetto di recupero che ha permesso di riportare in vita le attività tradizionali di alpeggio, simbolo della rinascita della cultura alpestre locale.

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Memorie e tracce del passato